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La Banda della Magliana e Romanzo Criminale la Serie

Banda della Magliana è il nome attribuito a quella che è considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma. Il nome deriva da quello del quartiere Magliana nel quale risiedevano molti dei componenti. A questo gruppo criminale vennero attribuiti legami con diversi tipi di organizzazioni quali Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta, ma anche con esponenti del mondo della politica, della massoneria come Licio Gelli e la Loggia P2, nonché con esponenti dell'estrema destra, quali il professor Aldo Semerari ed alcuni componenti dei Nuclei Armati Rivoluzionari, con i servizi segreti ed anche con settori della finanza vaticana (IOR), in special modo nella persona di Monsignor Paul Marcinkus.



Questi legami, sotterranei rispetto alle normali attività criminose della banda (traffico di droga, sequestri e scommesse ippiche) e spesso non chiariti, hanno fatto balzare il gruppo alle cronache storiche degli anni di piombo, legandone le sorti ad alcuni casi della cronaca nera italiana: Omicidio di Mino Pecorelli; Attentato a Roberto Rosone; Caso Roberto Calvi; Ritrovamento dell'arsenale custodito nei sotterranei del Ministero della Sanità (in comproprietà con i NAR); Depistaggi nell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna. Inoltre, i rapporti (ancora non chiariti) di alcuni componenti con la scomparsa di Emanuela Orlandi, appendice misteriosa dell'attentato a Papa Giovanni Paolo II, furono solo alcuni dei fatti per cui la Banda della Magliana in un modo o nell'altro è passata al vaglio degli investigatori. Come si è visto la banda aveva cosi tanti legami che ancora oggi si fa fatica a chiarire in modo preciso chi vi abbia collaborato ed il coinvolgimento della stessa banda in altri omicidi, sequestri, rapine ed altre vicende rimaste sempre poco chiare. Per quanto riguarda il caso Moro, Ferdinando Imposimato ha sostenuto che vi fosse uno stretto legame tra la banda della Magliana ed il SISMI, e segnatamente tra Antonio Chichiarelli, autore del falso comunicato brigatista numero sette che depistò le ricerche al lago della Duchessa, e Giuseppe Santovito, piduista e primo direttore di quel servizio informazioni militare.






Nascita della banda
Giuseppucci
Nel 1976 Franco Giuseppucci (detto prima er Fornaretto e in seguito er Negro) - uno dei futuri componenti della banda - era un piccolo criminale del quartiere di Trastevere, che nascondeva e trasportava armi per conto di altri criminali; un giorno, con l'auto carica di armi, si fermò davanti ad un bar per prendere un caffè; fatalità volle che l'auto, una Volkswagen "Maggiolone", gli venisse rubata insieme alle armi contenute nel bagagliaio, appartenenti ad un suo amico, Enrico De Pedis detto Renatino, un rapinatore di Trastevere che, nonostante la giovane età, godeva già di una buona reputazione in seno alla malavita romana. Giuseppucci riuscì a scoprire l'autore del furto ma le armi erano già state vendute ad un gruppo di rapinatori appena formatosi nel nuovo quartiere romano della Magliana, soliti ritrovarsi in un bar di Via Chiabrera; Giuseppucci decise allora di andare a parlare con quelli di via della Magliana, in particolare trovò Maurizio Abbatino detto Crispino, un giovane rapinatore dal sangue freddo che aveva acquistato le armi. I due, con un atteggiamento insolito nella malavita, si accordarono per compiere alcuni colpi e nel gruppo fecero parte anche De Pedis ed i complici di Abbatino. Da semplice associazione di delinquenti, il patto prese la forma di una potenziale organizzazione per il controllo delle attività criminose nella capitale, nella quale iniziarono a lavorare anche criminali di altre zone: Marcello Colafigli (detto "Marcellone"), Edoardo Toscano detto l'Operaietto e Claudio Sicilia detto er Vesuviano per le sue origini napoletane. Il primo lavoro di una certa rilevanza della banda fu quello che avvenne lunedì 7 novembre 1977, ossia il sequestro del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere; a causa dell'inesperienza nel settore tuttavia la banda fu costretta a chiedere aiuto ad un altro gruppo criminale, una piccola banda di Montespaccato, ma uno dei suoi componenti per una distrazione si fece vedere in volto dal duca ed, a causa di questo evento, la vicenda si concluse con la morte della vittima del sequestro.
Abbatino
La banda riuscì comunque ad incassare il riscatto (un miliardo e mezzo, contro i 10 della richiesta iniziale), e, fatto altrettanto insolito, invece di suddividere tra loro ed i complici il frutto del riscatto decisero di reinvestirlo in nuove attività criminali, associandosi con altri gruppi: uno del quartiere Tufello, con a capo Gianfranco Urbani, er Pantera, uno di Ostia, con a capo Nicolino Selis, che aveva forti legami con la Camorra, grazie alla conoscenza del boss Raffaele Cutolo avvenuta in carcere, ed i Testaccini, un violento gruppo di Testaccio comandato da Danilo Abbruciati, er Camaleonte. Nacque così la Banda della Magliana.
L'ultimo capo della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, detto Renatino (che nella serie televisiva è il Dandi), muore il 2 febbraio 1990. Ultimo grande boss della gang romana, trasteverino puro sangue, proprietario di note trattorie, Renatino fu ucciso in pieno giorno in via del Pellegrino, tra la folla del mercato di Campo de' Fiori. Tumulato inizialmente al Cimitero del Verano, fu poi sepolto in grande riservatezza, il successivo 24 aprile, nella Basilica di Sant'Apollinare, dove si era sposato nel 1988. Soltanto nel Luglio del 2005 grazie ad una telefonata anonima alla trasmissione "Chi l'ha visto?" (Rai Tre) che disse «Riguardo al caso di Emanuela Orlandi per trovare la soluzione del caso andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica di Sant'Apollinare e del favore che Renatino (Enrico De Pedis) fece al cardinal Poletti e chiedete alla figlia del barista di via Montebello che anche la figlia stava con lei......con l'altra Emanuela».
De Pedis
Poco tempo dopo andò in onda un servizio della giovane reporter Raffaella Notariale, inviata speciale per la trasmissione "Chi l'ha visto?", furono resi pubblici i documenti originali e le foto del sarcofago sistemato nel sotterraneo della Basilica di Sant'Apollinare confermando quanto detto dalla telefonata anonima. La notizia dei documenti originali, mai visti prima, lanciò la stagione televisiva del programma facendone la fortuna.
A Renatino i soldi non mancavano: con l'operazione "Colosseo" la polizia sequestrò ai boss della Magliana ottanta miliardi di beni mobili e immobili, un fiume di denaro sporco, frutto di riciclaggio del traffico di armi e droga, poi reinvestito in affari e appalti resi possibili dagli appoggi politici, di alto livello. Pur sposato, Renatino è stato legato per lungo tempo a una donna, Sabrina Minardi che, intervistata da Raffaella Notariale e poi interrogata dalla Procura, ha permesso di legare a doppio filo la vicenda Orlandi alle malefatte della holding criminale.



Provenienza geografica dei clan

Gruppo originario di base, quartiere della Magliana
  • Franco Giuseppucci detto "Fornaretto" poi "Er Negro" (il "Libanese" della serie TV di Romanzo Criminale), punto di contatto e tramite con i neofascisti: Aldo Semerari e Fabio De Felice; Alessandro Alibrandi, Massimo Carminati, Cristiano e Valerio Fioravanti, ucciso il 13 settembre 1980; dall'omicidio vengono accusati gli esponenti del clan Proietti.
  • Maurizio Abbatino detto "Crispino" (il "Freddo" della serie TV di Romanzo Criminale)
  • Edoardo Toscano detto "Operaietto" ("Scrocchiazeppi" della serie TV di Romanzo Criminale), ucciso il 16 marzo 1989.
  • Marcello Colafigli detto "Marcellone" (il "Bufalo" della serie TV di Romanzo Criminale)
  • Antonio Mancini detto "L'Accattone" ("Ricotta" della serie TV di Romanzo Criminale)
  • Claudio Sicilia detto "Il Vesuviano" ("Trentadenari" della serie TV di Romanzo Criminale), punto di contatto e tramite con la camorra di Corrado Iacolare, Michele Zaza e Lorenzo Nuvoletta, ucciso il 18 novembre 1991 dopo essersi pentito ed aver testimoniato contro i suoi ex amici.
  • Renzo Danesi
  • Giorgio Paradisi detto "Er Capece"
  • Enzo Mastropietro detto "Enzetto".

Gruppo della zona Testaccio-Trastevere
  • Danilo Abbruciati detto "Er Camaleonte" ("Nembo Kid" della serie TV di Romanzo Criminale), punto di contatto e tramite con la mafia di Pippo Calò, attraverso Domenico Balducci ed Ernesto Diotallevi, ucciso il 27 aprile 1982 a Milano, nel corso dell'attentato al vicepresidente del Banco Ambrosiano Roberto Rosone, al quale Abbruciati aveva appena sparato.
  • Enrico De Pedis detto "Renatino" (il "Dandi" della serie TV di Romanzo Criminale), ucciso il 2 febbraio 1990.
  • Raffaele Pernasetti detto "Er Palletta" ("Botola" della serie TV di Romanzo Criminale)

Gruppo di Acilia-Ostia 
  • Nicolino Selis ("Il Sardo" della serie TV di Romanzo Criminale), punto di contatto e tramite con la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, ucciso il 3 febbraio1981 dagli ex amici della Magliana; il cadavere non é mai stato ritrovato. 
  • Antonio Leccese, cognato di Selis, ucciso il 3 febbraio 1981 poco dopo l'esecuzione di Selis. 
  • Giuseppe Magliolo detto "Il Killer", amico di Selis, trovato morto il 24 novembre 1981; stava tentando di organizzare la vendetta contro gli assassini di Nicolino. 
  • Giuseppe Carnovale e Vittorio Carnovale detti "Il Tronco" ed "Il Coniglio" (i "Fratelli Buffoni" della serie TV di Romanzo Criminale) 
  • Giovanni Girlando detto "Gianni il Roscio" ("Satana" della serie TV di Romanzo Criminale), ucciso il 25 maggio 1990. 
  • Fulvio Lucioli detto "Il Sorcio" ("Il Sorcio" della serie TV di Romanzo Criminale) 
  • Libero Mancone ("Fierolocchio" della serie TV di Romanzo Criminale)

Gruppo della zona del Tufello-Alberone 
  • Gianfranco Urbani detto "Er Pantera" ("Er Puma" della serie TV di Romanzo Criminale), punto di contatto e tramite con la 'ndragheta calabrese di Paolo De Stefano. 
  • Roberto Fittirillo 
  • Angelo De Angelis detto "Er Catena", ucciso il 10 febbraio 1983 perché sospettato dai suoi amici di "tagliare" la cocaina che doveva vendere per conto della banda.

Clan Proietti 
  • Maurizio Proietti detto "Il Pescetto" ("Maurizio Gemito" della serie TV di Romanzo Criminale), ucciso il 16 marzo 1981. 
  • Mario Proietti detto "Palle D'oro" ("Remo Gemito" della serie TV di Romanzo Criminale), fratello di Maurizio e Fernando, ferito in due diversi agguati, il 12 dicembre 1980 e il 16 marzo 1981. 
  • Fernando Proietti detto "Il Pugile", fratello di Maurizio e Mario, ucciso il 30 giugno 1982. 
  • Enrico Proietti detto "Er Cane", cugino di Maurizio, Mario e Fernando, ferito in un agguato il 27 ottobre 1980. 
  • Orazio Proietti, figlio di Enrico, ferito il 31 ottobre 1980 e poi trovato morto per un'overdose di eroina. 
  • Mariano Proietti, figlio di Enrico, ucciso il 14 dicembre 1982 da elementi e per motivi estranei alla banda della Magliana


Foto della serie televisiva:



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5 commenti:

Anonimo ha detto...

E solo una buffonata! i fatti reali sono diversi!!!!

Pappafava Cristian ha detto...

Ciao, non so come ti chiami. Romanzo Criminale è, appunto, un romanzo che trae spunto dalla vera storia della banda della Magliana, ma non ne segue esattamente le vicende. I nomi dei personaggi infatti non corrispondono al vero e nemmeno le dinamiche sulle formazioni sono vere. E' soltatnto un romanzo che trae spunto dalle vicende ma poi le personalizza; le romanza appunto.

Anonimo ha detto...

allora sig pappaafava come dobbiamo fare per sapere la vera storia della banda

Pappafava Cristian ha detto...

qui sopra leggi alcune informazioni relative alla vera banda, con le vere foto!!!!

Anonimo ha detto...

Banda

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